mercoledì 14 gennaio 2015

VITTORIANO ROMANACCI - MAESTRO DELLO SPORT - DIRETTORE TECNICO - PROGRAMMATORE - INTERVISTA "NON SIAMO SPORT MINORI"

MAESTRO DELLO SPORT – ATLETA – DIRETTORE TECNICO  - PROGRAMMATORE
VITTORIANO ROMANACCI -
 INTERVISTA - NON SIAMO SPORT MINORI




Oggi ci pregiamo di avere come ospite prezioso del nostro blog un grande maestro dello sport : Vittoriano Romanacci. La sua carriera è così lunga e articolata che è difficile poterla riportare tutta. Di sicuro ogni qual volta si è avvicinato ad una disciplina, soprattutto negli sport di combattimento, ne ha fatto la differenza. A  lui si deve ad esempio la migliore  squadra italiana che dal ’70 all’80 ha costituito  la lotta olimpica. Grazie a lui si sono compiuti grandi campioni olimpici nella lotta e nel judo che hanno fatto la storia. Ma ancora oggi presta la propria professionalità ad un altro nobile sport:  la boxe,  formando campioni mondiali. La sua fama non è solo nazionale, la sua bravura e professionalità è riconosciuta ovunque, tanto da essere esempio di molti maestri ed allenatori. Proprio per questo,  per noi è un gran dono averlo qui con le sue parole ed il suo sostegno.



Rossana: Buongiorno e grazie di nuovo per essere qui, per noi è un onore. Tutti sappiamo chi è Vittoriano Romanacci, atleta, Maestro dello sport, allenatore di grandi campioni, ma anche per le nuove leve  crediamo sia importante spiegare quale sia il suo lavoro e su quali sport lei si sia diretto. Ce lo presenta?

Vittoriano Romanacci: Se si prende in considerazione lo sport praticato in gioventù, si deve parlare della lotta stile libero, se invece si devono focalizzare gli sport da me svolti in qualità di Direttore Tecnico – Programmatore la rosa si allarga a tutti gli sport di combattimento e precisamente: Lotta Stile Libero. – Lotta Greco Romana- Taekwondo – judo – ed in ultimo il pugilato. Tutte queste discipline  così diverse hanno non solo profonde affinità soprattutto dal punto di vista psicologico  ma anche dal punto di vista  della formazione fisica. Gli sport di combattimento hanno sempre esercitato un profondo fascino nella mia persona, sia per l’aspetto istintivo e naturale della loro espressione, sia per un’ammirazione delle qualità fisiche che detti sport richiedono.


Rossana: In previsione dell’incontro che vogliamo organizzare con tutte le realtà sportive che non siano il calcio, lei pensa che ad oggi vi sia una visibilità adeguata degli sport che lei segue come Maestro, e non solo,  sia sui giornali che attraverso le istituzioni?

Vittoriano Romanacci: La risposta è decisamente : No.
Rossana: la responsabilità di una mancata visibilità lei la attribuisce a chi o a cosa?

Vittoriano Romanacci: La mancata visibilità dei miei sport ha cause molteplici, alcune delle quali molto sfumate, ma voglio sottolineare due fondamentali:
- L’obiettiva difficoltà nella comprensione delle azioni tecniche, infatti il pubblico apprezza solo la parte eclatante di detto sport (le proiezioni nella lotta e nel judo, i pugni violenti nel pugilati etc) e non riesce invece a godere di tutte quelle particolarità tecniche  fatte di “finte”  “prese”, “posizioni” che sono entusiasmanti per gli addetti ai lavori ma troppo difficili da capire per gli altri.
- La lontananza dai meccanismi sociali, dovuti ad una scarsa diffusione della cultura dei nostri sport ed ad uno scarso interesse economico che non smuove l’ambiente verso nuove forme di diffusione; 


Rossana: Maestro, cosa vorrebbe  che uscisse da questo incontro con tutti gli altri sport considerati minori ma che tali non sono?

Vittoriano Romanacci: Essendo molto pessimista che in questo tipo di società si riesca a rendere popolare sport duri da capire  e da fare come gli sport di combattimento, sarei molto felice se attraverso incontri ai quali partecipano le varie istituzioni si cercasse di far capire “l’anima” e la “meraviglia” che detti sport esprimono, perché senza questa comprensione non potremmo mai aumentare la loro popolarità



Ringraziamo infinitamente il Maestro Romanacci per questo prezioso contributo e lo aspettiamo all’incontro di febbraio









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